L’ex piccionaia ha un’anima luminosa

RCLUB 11 OTTOBRE

Il progetto a Treia, nelle Marche, di uno studio svizzero

Atmosfere rarefatte e ambienti aperti anche in verticale

Se si guardano gli interior di questa casa di Treia, nelle Marche, e poi si chiudono gli occhi, quello che si ricorda è un’atmosfera pura ed es- senziale, con ampi ambienti inondati dalla luce. Eppure questo gigantesco cubo di pietra — una vecchia piccionaia costruita più di trecento anni fa — di finestre ne ha pochissime, e tutte molto piccole. «Intervenire con nuove aperture era impossibile perché l’edificioera protetto», spiega Jérôme De Meuron, dello studio Wespi De Meuron Romeo Architetti di Caviano, in Svizzera, autore del progetto. «Abbiamo dovuto scegliere una strategia diversa per portare luce agli ambienti interni». Ecco quindi degli spazi interni suddivisi da grandi partizio- ni bianche,vere e proprie mini-architetture che contengono gli elementi strutturali (come le scale) e riflettono la luce proveniente dalle finestre lungo il perimetro dell’abitazione. «Metà della casa era stata precedentemente distrutta da un incendio e nulla restava della partizione orizzontale in piani né del tetto», spiega De Meuron. (…)

Per leggere tutto l’articolo, pubblicato su la Repubblica l’11 ottobre 2014, scarica qui il PDF: RCLUB 11 OTTOBRE

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